14/09/2011

Esemplare

C'è un magistrato, collocato fuori ruolo presso l'Agicom con uno stipendio 390 mila euro l'anno, viene portato ad esempio di correttezza e virtù civiche dal settimanale 'Panorama', perché ha rinunciato al suo stipendio di consigliere del Tar da 7 mila euro al mese, facendo presente di non sentirsela di percepire due stipendi in un momento di crisi del paese (!)

Ma, i giornali, berlusconiani o no, possono consentirsi tanta insulsaggine nei confronti dei lettori, evidentemente ritenuti tutti degli imbecilli ?

Il gesto di quel giudice non dovrebbe essere ritenuto normale? E chi lo sostituirà nel suo lavoro principale? E perché possono essere consentiti altri incarichi retribuiti a funzionari dello stato o ad alcuni di loro?

Il distacco di quel magistrato, e di tutti gli altri nella stessa condizione, regolarmente autorizzati dal consiglio superiore della magistratura, quanto viene a pesare sul buon funzionamento della giustizia e la buona gestione del debito pubblico nei casi di doppi o tripli emolumenti?130px-Swiss_Chocolate_Bars.jpg

11:27 Scritto da: piero_sampiero | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

04/09/2011

Giulietto 'il giulivo'

L'apologia della delazione fiscale del ministro e il suo sarcasmo nell'affermare che s'incrementeranno rapine e sequestri a danno dei più ricchi sono una ben misera autodifesa.
Dietro il sorrisino di autosufficienza del giulivo Giulietto nazionale, Colbert in sedicesimo, si nasconde molta insicurezza sulle sorti sue e del governo.
Quelli destinati a pagare più tasse sono ancora i ceti medio- piccoli; e le società di comodo saranno sempre un rebus , senza una seria riforma fiscale.
Insomma siamo al battage pubblicitario per nascondere una grave ed irreparabile impotenza a riformare il sistema e a superare la demagogia.jacovitti03.jpg

15:27 Scritto da: piero_sampiero | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

25/08/2011

Charles Bukowski

Ho ri- scoperto il maledetto Bukowski, la sua ironia, la sua umanità e la sua intelligenza corrosiva.

Un anti-moderno per eccellenza, un grande testimone  del nostro tempo.

Nei riguardi delle donne , mi pare che non ci siano tanti scrittori contemporanei che ne sappiano elogiare la bellezza in tutti i sensi (anche se, a volte, causticamente).

Azzardo pure che Bukowski sia in fondo uno spirito religioso: parla di dio come di un suo compagno di viaggio, pronto a nominarlo nei momenti più impensati e con un sottinteso rispetto. A volte lo implora silenziosamente, sperando che esista e continui a stargli a fianco.

Quel che mi colpisce è la sua inesauribile vena sarcastica, il saper vedere le cose oltre le apparenze ed i luoghi comuni: non c'è nulla che possa fermarlo nelle sue scorribande contro la banalità degli uomini (considerati, non senza pietà, la fogna dell'universo), le abitudini insulse della loro vita quotidiana, il conformismo, il dolore, l'assenza di luce nel loro cammino tra le assurdità dell'esistenza e il gioco perverso del caso.

Quest'umanità imprigionata nelle regole imposte dalla società per garantire una sicurezza, che si ritrova più comodamente in una cella di penitenziario, merita uno sguardo penoso, improperi e disprezzo, ma anche una punta di commozione per i deboli e i diseredati, per i travet di lavori necessitati dall'istinto di sopravvivenza.

Senza dubbio, un nichilista  anarchico, che non ha perso però la capacità di credere nel riscatto, al di là dell'alcool e della degradazione delle megalopoli, della modernità fine a se stessa e del culto del denaro.

Mi ricorda Henry Miller, ma gli aspetti della sua personalità sono molteplici e non si può rassomigliare che a se stesso: un ribelle senza paura, sempre pronto a far esplodere la sua rabbia contro la caduta da un eden forse mai esistito.alce-nero1.jpg

Bukowski è un guerriero indiano, che corre incontro alla morte, galoppando nella sconfinata prateria della miseria umana, invocando il sole della rivincita.

11:24 Scritto da: piero_sampiero in ribellione | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

16/03/2011

L'Italia dov'è?

 

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L'anniversario dell'Unità d'Italia arriva in un momento poco propizio per ottimismi ed entusiasmi, per una visione matura, aperta, realistica e persuasivamente positiva della comunità nazionale e delle istituzioni europee.

Il nord Africa, sconvolto da guerre e tentativi rivoluzionari, non pare più una sponda privilegiata per favorire il rinnovamento, il dialogo tra i popoli per realizzare una nuova fase della civiltà mediterranea.

All'interno di questo paese, in una clima di generale confusione, le divisioni e le lacerazioni prevalgono sul sentimento di comune appartenenza, di condivisione di un destino che coinvolga le varie generazioni, le diverse identità culturali, per rendere efficace un programma unitario.

Tornano a dominare i particolarismi, i campanilismi, gli egoismi, l'indifferenza, lo scetticismo e, forse di più, il cinismo, che le cosiddette classi dirigenti paiono interpretare col consenso della maggioranza degli elettori, in nome dell'opportunismo e della convenienza di ceti ed individui, convinti forse di poter fare almeno il proprio tornaconto.

Il meridione rincara la dose di rivendicazioni e lamentele, dimenticando il profluvio di aiuti economici male distribuiti a causa del sistema politico-mafioso, che lo ha colonizzato dal secondo dopoguerra in poi, aiutato dalla partitocrazia e dal voto di scambio.

Il vessillo che s'innalza e' quello solito del 'tengo famiglia' o il mai trascurato principio del 'chiagni e fotti', con cui i lazzaroni di tutte le specie pensano di sopravvivere a danno dei soliti fessi.

Il settentrione è un colabrodo di tendenze ed interessi, che si coagulano nell'assurda ipotesi di giungere, se non alla separazione dall'Italia, ad un'autonomia in cui c'è poco spazio per la libertà e la solidarietà tra cittadini: si sta installando una forza, che, nata per combattere le degenerazioni dei partiti e della burocrazia, pare prefigurare nuovi infeudamenti, clientele, lottizzazioni e nascita di un nuovo leviatano in sedicesimo (com'è purtroppo già accaduto nella maggior parte delle regioni italiane, ridotte a satrapie e centri di dilapidazione del denaro pubblico).

Nel modo globalizzato, ci meravigliamo di vedere un paese distrutto dalle forze della natura e dalle circostanze più sfortunate, il quale nella terribile disgrazia che l'ha colpito, non ha perso le proprie radici, pur nella sua corsa verso la modernità e l'industrializzazione, la tecnologia e l'innovazione.

Stupefatti, notiamo esempi di dignità, individuale e collettiva, emergere da una tragedia senza precedenti in tempo di pace e rimaniamo allibiti di fronte all'autodisciplina e alla forza di determinazione del Giappone, il quale si piega ma non si spezza ed è costantemente teso ad iniziare a ricostruire il proprio tessuto sociale lacerato da fenomeni di portata catastrofica.

Noi e i giapponesi: fate un rapido confronto e vi accorgerete che esiste uno dei baratri più profondi di quelli apertisi con il terremoto, un abisso nel quale è precipitata quasi del tutto l'Italia risorgimentale.

Dov'è l'Italia?

Sembra una nave alla deriva, popolata da topi impazziti.

L'Italia è solo una timida speranza, che tenta di ritrovare se stessa, grazie a minoranze ancora ingenuamente convinte di poter resistere alla tempesta e raggiungere un porto sicuro, dopo aver perso, possibilmente, l'inutile zavorra di quelli che Papini designava come ''i luridi bastardi di una disfatta''.

 

10:39 Scritto da: piero_sampiero in Civiltà & Civilizzazione | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: nord, sud, deriva | OKNOtizie |  Facebook

14/03/2011

La libia? un pastrocchio

Il nostro ministro dell’interno, da quando sono cominciate le rivolte in Africa non è più lui.bada09899dd729ba

Era convinto di aver sistemato tutto con la legge sull’immigrazione clandestina, facendo finta d’ignorare che vi erano problemi per le popolazioni sotto le varie dittature e che il problema di asili non esistesse.

Ora che la bomba gli è scoppiata nelle mani, mentre affannosamente cercava di confinare gli esiliati politici dai vari centri di accoglienza sparsi in Italia nel villaggio siciliano di Mineo, in modo da non poter più legare al nord la loro gestione, si ritrova invaso da migliaia di progughi e non sa da che parte girarsi per il rifiuto dei paese europei di condividere il fenomeno.

E allora che fa?

Se la prende con l’America.

Dice minacciosamente ad Obama di stare calmo e guai a parlare di sconfinamenti nei cieli o di missioni militari, per evitare il genocidio. E non si rende conto di sfiorare il ridicolo.

A lui interessa la lega ed è già tanto che si sia spostato al sud, per vedere la situazione nei luoghi sensibili, per dovere d’immagine e la notte non dorme al pensiero che l’orda magrebina possa invadere la padania compromettendo la campagna elettorale di Bossi con la conquista del federalismo fiscale. Chi può fronteggiare questa massa umana? Quasi quasi è meglio che vinca il raìs.

No sa letteralmente che pesci prendere anche perché il ministro degli esteri esterna concetti opposti ai suoi caldeggiando interventi in favore dei ribelli.

Un bel pastrocchio governativo, non c’è che dire.

 

La riforma 'epocale'

 

Avv,

Forse non sarà una riforma epocale, ma alcuni principi positivi, benché introdotti con colpevole ritardo, potrebbero portare una ventata nuova nella società, venendo incontro alle aspettative dei cittadini in materia di giustizia.

Guai a farsi prendere la mano dall’anti-berlusconismo coatto.

Il polo della nazione ed i moderati della sinistra farebbero bene a riflettere su quella che, effettivamente, potrebbe costituire un’occasione unica per tentare di modernizzare alcune istituzioni ed il paese, avvicinandoci all’Europa, con una iniziale ma provvidenziale scossa al nostro nauseante sistema corporativo.

Si tratta di un primo passo, ovviamente, verso la liberalizzazione, tanto auspicata in tutti campi del vivere civile.

Alcuni princìpi di valenza costituzionale, contenuti nel disegno di legge del ministro Alfano, meritano di essere accolti con sollecitudine: la parità tra difesa ed accusa, con la separazione delle carriere tra pm e giudici; la responsabilità civile dei magistrati per dolo e colpa grave, e il risarcimento per l’ingiusta detenzione; un consiglio di disciplina, sottratto al monopolio del Csm; l’aggiustamento del cardine dell’inamovibilità dei giudici, da rapportarsi, inevitabilmente, con le esigenze delle sedi cosiddette disagiate; un avvicendamento degli appartenenti alla polizia giudiziaria per evitare una sorta di polizia privata dipendente in tutto e per tutto dal poteredei p.m.; una precisazione delle priorità da perseguire, nell’ambito dell’obbligatorietàdell’azione penale, sull’esempio della circolare Maddalena; l’inappellabilità delle sentenze di assoluzione di primo grado: sono tutte regole coerenti con le ispiraazioni fondamentale di un moderno stato di diritto.

Certamente, sull’impianto fondamentale, occorre lavorare ancora e molto resta da fare sul piano dell’amministrazione ordinaria, relativamente all’accorpamento delle sedi giudiziarie, alla migliore distribuzione degli organici di magistrati, funzionari ed impiegati, che soffrono di una cronica mancanza di controlli sull’efficienza e la produttività del proprio lavoro.

Alcune proposte dell’IDV in questo senso potrebbero essere oggetto di riflessione sul piano processuale, come ad esempio una nuova e più agile disciplina in materia di notifiche degli atti e del regime delle eccezioni processuali, fonte assai preponderante di ritardi e prescrizioni.

Altrettanto può dirsi delle tesi prospettate dal PD, relativamente alla necessità di dare spazio, nella programmazione dell’azione dei pubblici ministeri, alle valutazioni delle procure, in rapporto alle diverse necessità d’intervento nella repressione dei reati nelle varie zone d’Italia, per le specificità dei comportamenti che destano maggiore allarme sociale, a seconda delle caratteristiche ambientali e territoriali.

Altrettanto appropriata l’idea di sottrarre alla politica politicante l’attività di controllo sulla deontologia professionale dei vari operatori del diritto, eliminando la cosiddetta giustiziadomestica ( da valere per tutti gli ordini professionali e non solo per la magistratura e l’ordine forense), con la creazione di un organismo effettivamente indipendente e super partes, seguendo il modello della corte costituzionale, anche in materia di autorizzazioni a procedere per i reati ministeriali.

Né va sottovaluta la portata innovativa che avrebbe l’attribuzione al giudice del potere discrezionale nel proseguire o abbandonare il giudizio in materia penale, con la possibilità di archiviare immediatamente le fattispecie bagatellari, rafforzando d’altra parte l’attività di prevenzione della pubblica amministrazione.

E arriviamo al punto dolente: senza una seria, profonda, palingenesi dell’amministrazione dello stato e degli enti locali, che andrebbero ripuliti dai condizionamenti e dalle incrostazioni partitocratiche e riassegnati a dirigenti e addetti degni delle loro funzioni (come accade, ad esempio, nella vicina Francia), anche la riforma della giustizia rischia di rimanere monca.

Ralf Dahrendorf (2)

Seminario: Ralf Dahrendorf, un liberale attento alla realtà (Parte 2) from Fondazione Einaudi - Roma on Vimeo.

Ralf Dahrendorf (1)

Seminario: Ralf Dahrendorf, un liberale attento alla realtà (Parte 1) from Fondazione Einaudi - Roma on Vimeo.

11/03/2011

Della Giustizia

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In Italia non si può ottener nulla per le vie legali, nemmeno le cose legali.

Anche queste si hanno per via illecita: favore, raccomandazione, pressione, ricatto.

(G. Prezzolini)

10:43 Scritto da: piero_sampiero in società | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: legalità, favori, ricatti | OKNOtizie |  Facebook

Il sagrestano stanco

MoffaSecondo Silvano Moffa, la diaspora non è finita.

”Il responsabile per eccellenza”(fu il primo ad abbandonare il presidente della camera dopo esser stato uno dei primi a seguirlo), la maggioranza si allargherà..

Ma chi è Moffa?

Permettetemi di dire che è ”Un sagrestano stanco”.

Dopo esser stato un perfetto ”Cavalier Servente” del fondatore del FLI, ora pare abbia acquisito un certo grado di autonomia e fa anche la predica ai suoi ex amici di partito.

Ricorda la buonanima di Aldo Moro, uomo politico di ben altra caratura, col solo difetto di essersi dedicato quando era al governo a ricercare, per tatticismo politico, spericolati equilibri dialettici con i partiti di sinistra, lui che proveniva dal GUF e nel dopoguerra si era distinto per collaborare egregiamente con il periodico neo-fascista ‘Rosso & Nero’ credeva in una stabilità fondata sul compromesso storico, ma con ben altro senso delle istituzioni, rispetto a coloro che gli succedettero.

A Moffa si attaglia la definizione che Gianna Preda , punta acuminata ed indimenticabile del ”Borghese”, diede al personaggio barese, in polemica per il suo filo-marxismo, quand’era presidente del consiglio, appellandolo ‘’sagrestano stanco”, forse perché dava l’impressione nei suoi discorsi un po’ soporiferi e prolissi e complicati da una sorta di retorica levantina, di parlare senza convinzione, con una terminologia un po’ bizzarra che non mancava di coniare parole e frasi tanto originali quanto oscure, del tipo ‘le convergenze parallele’,
passate poi alla storia come esempio di genialità politico-semantica.

Il leale amico di Fini, invece non ha dovuto né impegnarsi né esporsi troppo.
A seguito di un primo animato girovagare, con aria pacata e un po’ sorniona, ora invita gli ex colleghi a riflettere sulla presunta verità effettuale, secondo cui ci sono argomenti che la politica , quella alta e nobile, non può capire; occorre invece immergersi nella pragmatica realtà del Transatlantico, il corridoio dei passi perduti, dove contano maggiormente i fatti concreti rispetto alle motivazioni ideali.

E’ così che, con altri rispettabili responsabili, come la transfuga udc Siliquini e la mecenete della telematica Campus – Università Polidori, ha trovato le sue convergenze… e forse qualche nuova poltrona.

Perché non potrebbe capitare anche ad altri?

10:33 Scritto da: piero_sampiero | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: poltrone | OKNOtizie |  Facebook